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Il Vangelo in 3 Minuti

Un messaggio urgente per chi ha fretta

Latest Episode
2019-4-4

I falsi profeti - Matteo 7:15-23

Ep. 18

#018 - I falsi profeti - Matteo 7:15-23


Gesù avverte: “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.” (Matteo 7:15). Come faccio a sapere chi sono? Dai loro frutti. I buoni alberi fanno frutti buoni; gli alberi cattivi fanno frutti cattivi.

Ma qui bisogna starci attenti: i lupi sono seducenti. Oltre ad essere in vesti da pecore, vorranno venderti l’idea che i loro frutti sono buoni. Non è stato proprio questo, ciò che il diavolo ha fatto con Adamo ed Eva?

Dio li aveva avvisati che se avessero mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male la loro morte sarebbe stata certa. Satana gli ha fatto capire che Dio gli stava nascondendo la parte migliore. Il risultato non avrebbe potuto essere peggiore: Adamo ed Eva sono stati attratti dalla concupiscenza della carne, dalla concupiscenza degli occhi e dalla superbia della vita (1 Giovanni 2:16).

E i lupi travestiti da pecore, cosa offrono? Quello che attrae l’avidità della carne, degli occhi e dell’orgoglio. Se uscirai per strada invitando i peccatori a pentirsi dei loro peccati e a credere in Gesù per ricevere la vita eterna, quante persone pensi che attrarrai? Se, invece, andrai in giro promettendo la salute fisica, finanziaria e sentimentale, conquisterai una gran folla.

Gesù ha guarito e ha nutrito le folle, ma il Vangelo di Giovanni ci dice che “molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva. Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti” (Giovanni 2:23-24). In un altro passaggio si era lamentato perché le persone lo seguivano solo per causa del pane! E tu, perché vai dietro a Gesù? Per avere una buona salute, soldi e fortuna in amore? Se è così, sarai una preda facile dei lupi.

Per ogni truffatore c’è qualcuno con lo stesso suo motivo: profitto facile. Chi compra un biglietto presumibilmente vincente da un imbroglione, non è diverso da chi lo vende. “Avere un biglietto della lotteria da un milione e pagarne solo mille? Lo voglio!” E, a causa dell’avidità, cade in una trappola. “Il predicatore mi dice che se io gliene do mille, Dio me ne darà un milione? Lo voglio!” Hai notato la somiglianza?

Prima che tu creda a queste chiacchiere, Gesù ti avverte che non tutti quelli che dicono “Signore, Signore” sono genuini. Sapere che il predicatore è cristiano o evangelico non ti garantisce nulla. E Gesù rivela che un giorno dirà alle persone che predicano, che guariscono e che scacciano i demoni nel suo nome, che non le ha mai conosciute.

Come si fa, allora, a distinguere il falso dal vero se anche i discepoli di Gesù hanno fatto tutto questo? Beh, anche Giuda faceva tutto questo, ma aveva gli occhi puntati sul denaro. Sono i soldi, per caso, quello che il predicatore ti chiede e ti offre? Non fidarti.

E non fidarti neanche di te stesso. Sì, dei tuoi motivi. Cosa ti attira a Gesù? Il peso dei tuoi peccati e la preoccupazione per il tuo destino eterno? Oppure vorresti solo una soluzione magica per ottenere una bella villa con un’auto costosa in garage?

Quelli che cercano l’eternità vorranno una dimora in cielo, non qui. Perché in cielo la tua dimora sarà eterna, costruita sulla Roccia, e le dimore di questo mondo sono fugaci, costruite sulla sabbia. Ma questo è l’argomento dei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)


2019-4-4

I falsi profeti - Matteo 7:15-23

Ep. 18

#018 - I falsi profeti - Matteo 7:15-23


Gesù avverte: “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono a voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci.” (Matteo 7:15). Come faccio a sapere chi sono? Dai loro frutti. I buoni alberi fanno frutti buoni; gli alberi cattivi fanno frutti cattivi.

Ma qui bisogna starci attenti: i lupi sono seducenti. Oltre ad essere in vesti da pecore, vorranno venderti l’idea che i loro frutti sono buoni. Non è stato proprio questo, ciò che il diavolo ha fatto con Adamo ed Eva?

Dio li aveva avvisati che se avessero mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male la loro morte sarebbe stata certa. Satana gli ha fatto capire che Dio gli stava nascondendo la parte migliore. Il risultato non avrebbe potuto essere peggiore: Adamo ed Eva sono stati attratti dalla concupiscenza della carne, dalla concupiscenza degli occhi e dalla superbia della vita (1 Giovanni 2:16).

E i lupi travestiti da pecore, cosa offrono? Quello che attrae l’avidità della carne, degli occhi e dell’orgoglio. Se uscirai per strada invitando i peccatori a pentirsi dei loro peccati e a credere in Gesù per ricevere la vita eterna, quante persone pensi che attrarrai? Se, invece, andrai in giro promettendo la salute fisica, finanziaria e sentimentale, conquisterai una gran folla.

Gesù ha guarito e ha nutrito le folle, ma il Vangelo di Giovanni ci dice che “molti credettero nel suo nome, vedendo i miracoli ch’egli faceva. Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti” (Giovanni 2:23-24). In un altro passaggio si era lamentato perché le persone lo seguivano solo per causa del pane! E tu, perché vai dietro a Gesù? Per avere una buona salute, soldi e fortuna in amore? Se è così, sarai una preda facile dei lupi.

Per ogni truffatore c’è qualcuno con lo stesso suo motivo: profitto facile. Chi compra un biglietto presumibilmente vincente da un imbroglione, non è diverso da chi lo vende. “Avere un biglietto della lotteria da un milione e pagarne solo mille? Lo voglio!” E, a causa dell’avidità, cade in una trappola. “Il predicatore mi dice che se io gliene do mille, Dio me ne darà un milione? Lo voglio!” Hai notato la somiglianza?

Prima che tu creda a queste chiacchiere, Gesù ti avverte che non tutti quelli che dicono “Signore, Signore” sono genuini. Sapere che il predicatore è cristiano o evangelico non ti garantisce nulla. E Gesù rivela che un giorno dirà alle persone che predicano, che guariscono e che scacciano i demoni nel suo nome, che non le ha mai conosciute.

Come si fa, allora, a distinguere il falso dal vero se anche i discepoli di Gesù hanno fatto tutto questo? Beh, anche Giuda faceva tutto questo, ma aveva gli occhi puntati sul denaro. Sono i soldi, per caso, quello che il predicatore ti chiede e ti offre? Non fidarti.

E non fidarti neanche di te stesso. Sì, dei tuoi motivi. Cosa ti attira a Gesù? Il peso dei tuoi peccati e la preoccupazione per il tuo destino eterno? Oppure vorresti solo una soluzione magica per ottenere una bella villa con un’auto costosa in garage?

Quelli che cercano l’eternità vorranno una dimora in cielo, non qui. Perché in cielo la tua dimora sarà eterna, costruita sulla Roccia, e le dimore di questo mondo sono fugaci, costruite sulla sabbia. Ma questo è l’argomento dei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)


2019-4-3

La via stretta - Matteo 7:14

Ep. 17

#017 - La via stretta - Matteo 7:14


Gesù ci ha parlato della stretta porta di accesso al Padre, e ci ha anche parlato della stretta via, del camminare insieme a lui. Ma perché la via è stretta? Vorrebbe Dio, per caso, limitare la tua vita, restringere i tuoi movimenti o impedire la tua felicità? Se credi che avere un rapporto con qualcuno sia vivere “ingessato”, non vorrai seguire Gesù.

Per capire tutto ciò, togliti subito dalla testa l’idea che, per seguire Gesù, sia necessario avere in tasca una lista di cose permesse o proibite. No, affatto. Seguire Gesù è avere una stretta relazione con lui. Ed ecco qui di nuovo la parola “stretta”!

Quale tipo di relazione ti aspetti da qualcuno che ami? Una relazione stretta, intima ed esclusiva. Niente di più normale, allora, se Gesù ti richiede di avere con lui una tale relazione.

Quando due persone si amano, sono sempre attente l’una all’altra, l’una vuole sempre soddisfare l’altra, vuole vivere esclusivamente per l’altra. Ed è per questo motivo che molte persone scappano da un rapporto serio: hanno paura di perdere la libertà da single. Se, però, ti guarderai intorno, vedrai che il mondo non è pieno di persone libere; il mondo è pieno di persone solitarie, che vivono soltanto per se stesse.

È chiaro che una relazione reale ha i suoi propri limiti, essendo, in fin dei conti, un sentiero stretto. Quando due persone si amano e assumono un impegno, rinunciano a molte cose. Affinché Gesù avesse questo tipo di rapporto con te, lui ha rinunciato al suo posto in cielo ed è venuto qua a vivere, a soffrire e a morire per te. Saresti capace di morire per lui?

Nel “pacchetto” di un rapporto sano, si riceve anche la possibilità di dover mandar giù ciò che l’altro ci dice. Ci sono persone che sono d’accordo solo con alcune parti della Bibbia. Quale tipo di rapporto sarebbe questo in cui sei d’accordo solo con una parte di ciò che ti dice l’altro? In questo caso, “l’altro” è Dio, e ciò che ti dice è la sua Parola, la Bibbia.

Però potresti obiettare che anche Dio non è d’accordo con quello che dici tu. Sì, certo, perché lui è Dio, ha un’opinione perfetta ed è questa che alla fine prevarrà. Eppure continua a essere paziente con te, perché conosce la natura umana. Quante volte hai cambiato idea nella tua vita? E ancora vorresti tu discutere con Dio, che è eterno e immutabile?

La conversione implica l’accettazione di Gesù, non solo come Salvatore, ma anche come Signore, padrone e direttore della tua vita. Sì, è un rapporto, ma non tra uguali. Se credi di poter esigere questo, non hai ancora capito chi sia Gesù. Saresti in grado di dire come Tommaso che, vedendolo risuscitato, ha esclamato: “Signor mio e Dio mio” (Giovanni 20:28)?

Ah! Sì, lo so che ci sono molti che dicono “Signore, Signore” e ... beh, questo è l’argomento dei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)


2019-4-2

La porta stretta - Matteo 7:13

Ep. 16

#016 - La porta stretta - Matteo 7:13


Gesù ha detto: “Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che mena alla perdizione, e molti son quelli che entran per essa.” (Matteo 7:13). Cosa significa tutto ciò? Di quale porta sta parlando?

In altri passaggi lui dichiara “io son la porta”, e “io son la via” (Giovanni 10:9; 14:6). Perché, poi, la porta è stretta? Perché si richiedono fede, disciplina e perseveranza da chi già conosce Gesù. Per quelli che non lo conoscono, la porta è stretta perché è individuale. Per avere accesso a Dio devi andarci da solo e attraverso l’unica porta: Gesù.

Non c’è un’altra porta? Sì, ce ne sono molte, ma questa è l’unica che ci conduce al Padre. Gesù ha detto: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”(Giovanni 14:6). In un altro passaggio c’è scritto che esiste “un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Gesù Cristo uomo” (1 Timoteo 2:5). È abbastanza chiaro per te?

Ma come fa ad affermare questo? Lo può fare, perché soltanto lui è morto e “ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo” (1 Pietro 2:24); solo lui è stato in grado di pagare il prezzo della nostra liberazione. Ed è risuscitato.

Le tombe di Buddha, di Maometto o di qualsiasi altro grande leader religioso sono piene di ossa. La tomba di Gesù è vuota. Ovviamente si sa che l’assenza delle sue ossa non prova nulla. Ecco perché non tutto è basato sulle prove. Molte cose sono basate sui testimoni.

La risurrezione di Gesù ha avuto molti testimoni, centinaia di loro. Non hanno visto soltanto una tomba vuota, ma hanno convissuto per quaranta giorni con Gesù già risorto, prima che lui ascendesse al cielo con un corpo di carne e ossa.

Quando leggi un giornale, stai credendo alla testimonianza del giornalista sulle cose che lui stesso ha visto o delle persone che ha intervistato. Notizia è questo, la dichiarazione delle persone che hanno testimoniato un fatto. La Bibbia non è solo la Parola di Dio, ma è anche una registrazione dei fatti.

Eri presente quando Cristoforo Colombo ha scoperto l'America? Se non crederai alla testimonianza degli storici, sicuramente sarai bocciato a scuola. Se non crederai alla testimonianza degli apostoli, non crederai in Gesù. E se non crederai in Gesù...

La porta è stretta e devi attraversarla da solo. È una tua decisione individuale. Non sarai salvato perché appartieni a un gruppo, a una chiesa o a una religione. Sarai salvato solo se crederai individualmente nel Salvatore. È qualcosa di personale. Il fatto di farsi accompagnare da persone che sono state salvate, che sono entrate attraverso la porta che è Gesù, non ti garantisce nulla.

Entra adesso attraverso la porta stretta; fa’ questo passo di fede, anche senza sapere cosa troverai dall'altra parte. Chiedi a Gesù di perdonarti e di salvarti. Credi in chi è morto e risorto per te. Allora sì, potrai camminare con Gesù, anzi, camminare in Gesù. Sì, perché lui è la via, l'unica via. Ma questo è l'argomento dei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)


2019-4-1

La preghiera - Matteo 7:7-12

Ep. 15

# 015 - La preghiera - Matteo 7:7-12


“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede, riceve; chi cerca, trova, e sarà aperto a chi picchia.” (Matteo 7:7-8). Ci credi? 

Certo che no, almeno con la tua mente naturale, logica e razionale, quella che è già venuta così dalla fabbrica. Non ha senso, perché la tua mente è stata creata per funzionare in quest’ambiente tridimensionale in cui viviamo, e nei limiti del tempo e dello spazio. Per una mente così, le cose che hanno senso sono tutte quelle che si adattano a queste condizioni. 

Ora immagina di avere la prospettiva di Dio, di vedere e di esaminare tutto senza i limiti del tempo e dello spazio; di valutare con la prospettiva dell’eternità. Se qualcosa accadesse oggi o fra mille anni, non farebbe nessuna differenza. 

Ed ecco qui dove c’entra la preghiera. Pregare è parlare con Dio, è discutere, chiedere, interrogare, supplicare; è invadere l’infinito. Se leggerai la Bibbia, vedrai che tutto ciò faceva parte delle preghiere degli uomini e delle donne di Dio nel corso dei secoli. 

Pregare, dunque, è domandare e avere la certezza della risposta, ma di una risposta dal punto di vista di Dio, e non dalla prospettiva della nostra mente ristretta. Ti faccio un esempio. 

Mosè ha guidato gli israeliti per 40 anni attraverso il deserto verso la terra promessa. Ma Dio non ha permesso a Mosè di entrare nella terra promessa. Gli ha soltanto permesso di vederla da lontano prima di morire, non essendo il caso ora di parlarne sul perché. 

A questo punto mi dirai: “Allora che cos’è questa storia di chiedere e di ricevere, di cercare e di trovare, di bussare e di aprire? Mosè non voleva entrare nella terra promessa?” Sì, lo voleva, e Dio ha realizzato il suo desiderio quasi millecinquecento anni dopo. Nel passaggio dei Vangeli conosciuto come “La trasfigurazione” incontrerai Mosè, Elia e Gesù che conversano vicino a Gerusalemme, sul Monte degli Ulivi, proprio nella terra promessa da Dio. 

Te ne sei accorto? Dio ha risposto a modo suo alla preghiera di Mosè, nel tempo di Dio e dalla prospettiva di Dio. Un padre non dà una pietra a suo figlio che gli chiede un pezzo di pane, ma potrebbe darlo più tardi o, addirittura, offrirgli qualcosa di molto meglio. A volte i bambini piccoli chiedono delle cose assurde, e non è sempre una buona idea assecondarli in tutto. E quanto grande pensi di essere davanti a Dio? 

Quindi, prima di pregare, prima di chiedere, è necessario avere la prospettiva di Dio, e tu la ricevi grazie a una famosa preghiera senza risposta: “Padre mio... passi oltre da me questo calice!” (Matteo 26:39). Se Dio avesse ascoltato la preghiera di Gesù, nessuno sarebbe stato salvato. Lui non sarebbe morto sulla croce, non avrebbe tolto i tuoi peccati, e non potrebbe perdonarti e salvarti. Quale sarebbe stato il tuo destino? La morte e la condanna eterna. 

Gesù, però, è morto, e adesso puoi avere la salvezza credendo in lui. E più ancora, puoi avere la tua mente rinnovata per vedere le cose dal punto di vista dell’eternità. Per quanto possa sembrare curioso, questa mente vasta e ampia la ottieni solo se passi dalla porta stretta e cammini sull’angusta via, che è l’argomento dei prossimi 3 minuti. 


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)


2019-3-31

Un cattivo giudizio - Matteo 7:1-6

Ep. 14

#014 - Un cattivo giudizio - Matteo 7:1-6


“Non giudicate acciocché non siate giudicati”, ha detto Gesù. Cosa intendeva dire? Che i giudici dovrebbero considerare innocente ogni bandito? O che nella prossima partita di calcio non ci sarà più un arbitro a giudicare e a correre in campo? Non proprio. 

Da altri passaggi della Bibbia scopri che qui Gesù condanna il giudizio dei motivi e delle intenzioni delle persone, come, per esempio, a trarre delle conclusioni solo dal loro aspetto, e cose del genere. 

Certamente ci sono cose che dobbiamo piuttosto giudicare, come le cose che le persone dicono o fanno, specialmente quando si tratta di Dio. Per questo abbiamo una misura: la Bibbia, la Parola di Dio. 

Il problema, dunque, non è nel giudizio, ma nella trave che abbiamo nei nostri occhi, nell'incapacità di vedere cosa è giusto o cosa è sbagliato al momento di voler togliere il bruscolo agli occhi degli altri. 

Nessuno dovrebbe voler giudicare qualsiasi cosa senza uno standard o una misura perfetta. Se non ti appelli a Dio come il modello e come il criterio di valutazione per il tuo discernimento delle cose e delle persone, finirai per adottare il punto di riferimento più conveniente: te stesso. 

Ed è in questo momento che cominci a giudicare gli altri, addirittura come una forma di terapia. Sempre ti sentirai bene se incontrerai qualcuno di peggio. Sai bene com’è... “io bevo, ma non rubo ”, o “io rubo, ma non uccido”, e così via. 


Siccome il mondo è il gran mercato della vanità e della cattiveria, ciò che non manca sono persone peggiori di te da confrontare. Che cosa succede, però, se ti paragoni a Dio? E che cosa succede se ti confronti con Gesù? Sarà pessimo per il tuo ego, perché ti troverai di fronte alla perfezione e all’uomo perfetto. 

Questo è il motivo per cui Dio spiega molto chiaramente nella Bibbia che tutte le persone sono peccatrici; che sono tutte molto lontane dal suo standard, inclusi tu ed io. Cosa si dovrebbe fare, allora? Migliorare? Beh, se sarai capace di pulire il carbone e di asciugare il ghiaccio, continua a provarci. Dio ti dice che non riuscirai a ottenere niente se non ricomincerai da zero, se non rinascerai, se non nascerai di nuovo. Solo che anche questo non dipende da te. 

Hai mai visto un neonato vantarsi dei suoi sforzi per nascere? Non lo vedrai. Chiunque nasca non ha nessuna partecipazione al travaglio di parto. La fatica, il dolore, il sangue, tutto proviene dalla madre. Qualcuno ha sofferto e ha rischiato di morire per farti nascere. 

Per nascere di nuovo non è diverso. Gesù ha sofferto, è morto e ha versato il suo sangue perché tu possa vivere. Non una semplice vita naturale, ma una vita eterna. 

E come si fa a riceverla? Ebbene, chiedendola a Dio. Dio è buono, lui vuole perdonare, lui vuole salvare. Qual è l’uomo che se suo figlio gli chiederà del pane gli darà una pietra? La risposta a questa domanda arriverà nei prossimi 3 minuti, quando parleremo della preghiera. 


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

2019-3-29

Più degli uccelli e dei gigli - Matteo 6:25-34

Ep. 13

#013 - Più degli uccelli e dei gigli - Matteo 6:25-34


“Guardate gli uccelli del cielo” (Matteo 6:26), ha detto Gesù. “Considerate come crescono i gigli della campagna” (Matteo 6:28). Hai già visto un uccellino preoccupato per le sue azioni alle operazioni di borsa o un giglio in dubbio su cosa dovrebbe indossare? Dio si prende cura di loro, nonostante non siano stati creati a immagine e somiglianza di Dio, come noi. 


Questo significa, quindi, che possiamo vivere liberi da impegni come vivono gli uccelli, ed essere inconseguenti come lo sono i gigli? No. I paragoni si fermano qui. Tanto i gigli quanto gli uccelli vivono solo per mangiare, per bere e per moltiplicarsi. E tu, per che cosa vivi? 


Per mangiare, per bere e per fare sesso? Tu vali più degli uccelli e più dei gigli, ed io veramente non credo che Gesù sia venuto a morire in questo mondo per passeri e per bromelie, per quanto siano creazioni di Dio. Gesù è venuto a morire per me e per te. 


Naturalmente noi abbiamo bisogno di lavorare per avere qualcosa da mangiare, da bere e da indossare. Fin dalla caduta di Adamo tutta la terra e la creazione sono diventate una rovina che fa pena, e finché Dio non rimetterà in ordine tutto ciò, mangeremo il pane col sudore del nostro volto (Genesi 3:19). 


Ah! Ora dirai che sono arrivato al problema chiave, ossia, che è grazie al tuo impegno che riesci ad ottenere ciò che hai, a provvedere alle necessità della tua famiglia e a pagare il conto del tuo cellulare. Sarà proprio così? 


Se Dio ti avesse fatto nascere nel deserto della Namibia, non saresti quello che sei oggi, e non avresti ciò che hai. Perciò, è bene iniziare a riconoscere che, sebbene Dio non sia visto sul palcoscenico della tua vita, lui agisce dietro le quinte. E, in fin dei conti, lui è il proprietario del teatro, il regista dello spettacolo e chi ha il potere di abbassare il sipario quando lo desidera. 


“Questo non è giusto!”, dirai. “Io voglio dirigere la mia vita, io voglio decidere chi sono e cosa sarò, e sono soltanto io che potrò dire quando dovrò lasciare la scena”. Sì, tu vuoi tutto questo, ma per Dio il posto è già stato occupato. E c’è di più: tu non sei un’isola, e la tua vita finisce per influenzare la vita di molti miliardi di persone del pianeta. 


Non ci credi? Se, per esempio, quel cinese che non conosci nemmeno, avrà fatto qualche sciocchezza al momento del montaggio del cellulare che hai lì con te, esso potrebbe fallire quando più ne avrai bisogno. Allora, abituati all’idea di avere bisogno di un direttore generale. Sì, noi abbiamo bisogno di Dio. 


Il punto qui però è la preoccupazione per i bisogni di base. Se non hai ancora creduto in Gesù per avere la tua salvezza garantita, inizia da questa preoccupazione, perché non c'è un bisogno di base più importante che assicurare il tuo destino eterno, il tuo futuro. E che futuro! 


Gesù ti dice di cercare prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte le altre cose ti saranno sopraggiunte (Matteo 6:33). Quale posto occupa Gesù nella tua lista di priorità? Non è il primo? Allora sì, in questo caso, farai meglio a preoccuparti. 


Nei prossimi 3 minuti imparerai cosa è importante giudicare. 


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

2019-3-28

Tesori - Matteo 6:19-24

Ep. 12

#012 - Tesori - Matteo 6:19-24


“Niuno può servire a due padroni” (Matteo 6:24), ha detto Gesù, “perché dov’è il tuo tesoro, quivi sarà anche il tuo cuore” (Matteo 6:21). Dov’è il tuo tesoro?


Il tesoro è tutto ciò che noi desideriamo più di ogni altra cosa; è la priorità e la ragione di vivere. Ogni persona ha un tesoro o è alla ricerca di uno. Possono essere il denaro, la famiglia o i rapporti. Come faccio a sapere se è un tesoro? Se sentirai che non puoi vivere senza qualcosa, o che sarai davvero felice solo se l’otterrai, allora questo è il tuo tesoro. 


Potrebbe essere qualcosa così banale come dimagrire o voler migliorare il proprio aspetto. Hai mai sentito parlare di persone che sono morte provandoci? Alcune persone sono capaci di tutto per avere un tesoro estetico. Hai mai sentito parlare di qualcuno che ha ucciso o è morto a causa della persona amata? Quel rapporto era il suo tesoro, la sua ragione di vita. 


Valuta i tuoi tesori a lungo termine e capirai cosa intendeva dire Gesù. Fra cent’anni tu e tutte le persone che conosci sarete morti. Nella migliore delle ipotesi, se sarai stato una persona di spicco, ti faranno una statua in una piazza qualsiasi affinché la tua testa si trasformi in una latrina per i piccioni. 


Quando Gesù ha usato l'espressione “servire a due padroni” (Matteo 6:24), parlava del rapporto schiavo-padrone, ed io non ho neanche bisogno di dirti quanto sia facile diventare schiavi del denaro, della carriera e del successo. Tutte queste cose possono essere lecite, ma Dio non vuole che siano il centro e la ragione della tua vita. Dio rivendica questo posto per se stesso. 


La differenza è che, quando Dio occupa questo posto, tu non sei più uno schiavo, ma un figlio di Dio. Tutte le altre cose devono essere raggiunte tramite molto sforzo, tuttavia lo status di figlio di Dio l’ottieni solo quando ti riposi, quando getti la spugna, quando ci si mette nella propria vita uno di quei cartelli: “Sotto nuova gestione” 


Solo in Dio trovi il riposo, perché Gesù ha già fatto tutto il lavoro. Solo in Dio trovi la pienezza, perché ... beh, perché lui è Dio! Di quale Dio, però, sto parlando? Dell’unico Dio, del tuo Creatore, di chi non spera che tu faccia qualcosa per salvarti, ma ha già provveduto a tutto perché tu possa chiamarlo “Padre”. Del Dio che ha mandato suo Figlio nel mondo per morire per la tua salvezza e per risuscitare per la tua giustificazione. 


Non ti ho detto prima che qualcuno è persino in grado di morire per un tesoro? Per causa di quale tesoro pensi tu che Gesù abbia lasciato il cielo per venire a morire in questo mondo? Sì, per te! E per te, qual è il tuo tesoro? 


Nei prossimi 3 minuti scoprirai chi si prende cura di te. 


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)